mercoledě 14 maggio 2014

Dal Milano-Torino all'Americano...Riscoprendo L'Italia!

Americano
Americano

La miscelazione, una nobile e ricca arte.
Pochi si soffermano a contemplare la sua storia, ancora meno capiscono l'importanza che il nostro bel paese ricopre nella sua trasformazione ed elevazione.
Noi Italiani siamo stati i protagonisti indiscussi della misceologia degli albori, quella sperimentale, senza fronzoli ma con tanta sostanza. Allo stesso tempo noi Italiani siamo un popolo abituato a guardare sempre troppo avanti, ad elogiare troppo il vicino e a trascurare le maestrie di casa nostra.
Qual'è la verità dunque?


 

La verità (e lo sa bene chi svolge questo lavoro da molti anni) è che nella società come al bar, le mode e i consumi si rincorrono freneticamente e senza sosta. Dico sempre che si potrebbe affrontare un vero e proprio studio sociologico dietro a un banco bar.
C'è una moda, questa si manifesta, si sviluppa e poi senza apparente motivo si dissolve nel nulla per far posto a un'altra che avrà lo stesso percorso e cosi via... per poi ritornare.
Prima c'erano i pestati, poi gli shortini, dopo ancora gli spritz, i tiki e negli ultimi tempi una nuova riscoperta del vintage. Proprio come la societĂ  la richiesta e il consumo di quel determinato drink segue logiche imprevedibili ma allo stesso tempo pianificate.
Basta preamboli e torniamo a noi.
Quando si uniscono nella mia testa Prodotto Italiano, Miscelazione Classica e Rivalorizzazione, compare una sola immagine. L'Americano!
Un Cocktail totalmente e talmente Italico che lo stesso regime fascista negli anni 30 lo elevò a stendardo della propaganda nel mondo. Eppure si chiama Americano?
Eh si, non temo nel dire che è stato forse il primo caso di Marketing legato a un drink. Proprio come fanno tutt'oggi (ottanta anni dopo) i vari brand che per spingere i propri prodotti organizzano contest o creano ricettari dedicati.
Ma facciamo un passo indietro...
Forse qualcuno di più e torniamo al 1876. Proprio in quell'anno Benedetto Antonio Carpano torinese doc creò a Torino il moderno vermut (grande appassionato di Goethe scelse questo nome riadattando il termine tedesco Wermut usato per una bevanda aromatizzata all’artemisia, un'erba allora usata per distillare l'assenzio), aggiungendo del vino bianco ad un infuso composto di oltre 30 varietà di erbe e spezie. Il tutto venne addolcito con dell'alcool, che Carpano riteneva essere una bevanda più adatta alle signore rispetto ai locali vini rossi. Il vermut divenne così popolare che ben presto la bottega del distillatore piemontese dovette star aperta 24 ore su 24.
Qualche anno più tardi Gaspare Campari , che recandosi a Torino per imparare l’ arte dei liquori , produsse il suo “Bitter Campari” (Per non essere da meno,il signor Gaspare Campari, proprietario di un noto caffè sotto la Galleria di Milano, lanciò alla grande un nuovo aperitivo amaro e per distinguerlo dal vermouth - lo chiamò con un altro nome d’origine germanica: Bitter (amaro) all’Uso d’Hollanda). Nacque cosi il Milano-Torino un vero e proprio gemellaggio nel bicchiere tra le due città, Bitter e Vermouth (rosso), sarà l'inizio di una nuova era per le due città che ben presto diverranno le capitali indiscusse della miscelazione.
Il Milano-Torino il connubio perfetto per un drink dell'epoca. Veloce da preparare, elegente nei suoi tumblers colmi di ghiaccio e completo nell'aspetto degustativo tra l'amaricante del bitter e le spezie del vermouth.
Ma cosa c'entra l'Americano con il Milano-Torino? E il Marketing in tutto questo?
Ve lo spiego subito...
Siamo negli anni trenta, in pieno regime fascista, e come tutti sanno la forza di un qualsiasi regime sta nell'esporre all'esterno il proprio orgoglio. E negli anni trenta l'orgoglio Italico era manifestato nella sua grande esaltazione con lo sport.
Il regime fascista portava nel mondo con lo sport il suo concetto di prosperitĂ  con i mondiali di calcio del '34 e nel nuovo mondo con il suo simbolo di forza "Primo Carnera".
Primo Carnera era diventato un vero proprio mito, tanto che con lui l'America riscopre il nostro paese, supportato da milioni di immigrati italoamericani che con lui ritrovano l'orgoglio della patria lontana.
Tanti i successi oltre oceano che lo portano in patria ad essere definito "L'AMERICANO".
In Italia nel frattempo tra Carpano e Campari entra in scena un nuovo protagonista. La ditta Rossi & Martini!
E se è vero che tra i due litiganti il terzo gode, questa possibilità la Martini non se la fa sfuggire. Capisce la potenzialità del mercato statuinitense e sfrutta il momento per tentare il colpo decisivo.
Esportare nel nuovo continente una variante al famoso in patria Milano-Torino, aggiungendo un terzo elemento pur sempre caratteristico, "La Soda". Un'acqua addizionata diffusissima nei bar Milanesi.
E come chiamarlo? Americano!
Ecco qui il marketing! Legare un drink autenticamente italiano al nome di una famosissimo atleta e nello stesso tempo dedicarlo allo stesso mercato Americano! GENIALE!
Lo so, il discorso sembra filare, ma allo stesso tempo sembra surreale! Un pò come tutte le leggende c'è sempre qualcosa di vero. Nessuno ha mai fatto un ipotesi del genere, ma fare ricerca e capire il trascorso di un qualcosa non serve appunto a questo? Unire i tanti tasselli, e come in un puzzle capire solo alla fine cosa è chiaro ai nostri occhi.
Verità o semplice supposizione, cosa importa? l'importante è porsi sempre le giuste domande, e le domande giuste nascono solo da una profonda passione.
Quello che è certo, è che il Milano-Torino prima e l'Americano poi sono stati i primi drink a creare tendenza soprattutto nel nostro paese.
Pensiamo solo al fatto che il Milano-Torino non è stato solamente il padre dell'Americano, ma anche di altri drink che verranno dopo come il Negroni e ancora poi successivamente il Negroni Sbagliato. Cocktails famossissimi e amatissimi in tutto il mondo ancora oggi.
Le tendenze al bar mutano come le stagioni e come le stagioni esse ritornano, sta solo a noi professionisti capirle ed analizzarle in anticipo.
E ricordate ogni drink ha la sua storia...


Americano - 1937  Cafe Royal Cocktail Book

 

Capotosto Giuseppe

Presidente e Responsabile
Cocktails Dreams

* la fotografia è stata  © Harry's Bar Firenze, fotografia realizzata da Lapo Secciani Comunicazione

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