domenica 02 marzo 2014

Tempi duri per l'Harry's Bar

Chi non conosce l'Harry's Bar, storico locale di Venezia, una delle vetrine d'elite affacciate sulla San Marco dei Salotti da Caffè!
Elefanti infaticabili e apparentemente immortali.
E invece aimè non è cosi...
Dopo tanti onorati anni di servizio, lo storico locale chiude i battenti.
Colpa della crisi? Colpa di un mercato sempre più fast e sempre meno di elitè?
Sta di fatt che Arrigo Cipriani fresco ottantenne e figlio del fondatore del celebre locale di Piazza San Marco, è stato messo alla porta dalle banche con un buco in bilancio di sei milioni di euro.

 



La notizia diffusa inizialmente dal Daily Mail ha ottenuto sempre più conferme anche dai media nazionali.
Come se il destino di un esempio di eccellenza italiana come lo storico Harry's sia più importante per gli stranieri che per noi italiani.
Capirai pensiamo noi Italiani "uno più o uno in meno", ormai abituati a chiusure di attività commerciali storiche e non.
Nell'immediato la holding istituirà una task force di manager di fiducia che dovrà adottare la strategia di emergenza per arginare un giro d'affari in calo del 30%.
Come riferisce Business Insider , Gianluca D'Avanzo e Salvatore Cerchione sono i due manager che prenderanno le redini su incarico delle banche creditrici, Banca Popolare di Vicenza e Banco Popolare. D’Avanzo e Cerchione, consiglieri di amministrazione per conto del fondo Blue Sky Investment nella lussemburghese C Management che controlla il gruppo di ristorazione insieme alla famiglia Cipriani.
Arrigo, presidente e amministratore delegato della holding italiana, ha puntato il dito contro il rallentamento del traffico turistico d’élite: "Ci mancano gli americani. I turisti che arrivano adesso a Venezia, non sono quelli di una volta: si fermano solo un giorno e non ci permettono di avere un clientela tutto l’anno, come succedeva un tempo"
Ma i problemi non sono solamente legati al flusso e al tipo di incoming su Venezia.
Una rapida analisi ci porta subito a puntare il dito sulla gestione interna al bar...
Alla gestione e quindi ai profitti partecipano attivamente tutti e 70 dipendenti dell'Harry's, che oltretutto non ne hanno voluto saperne nemmeno di decurtarsi lo stipendio per far fronte al momento di crisi della famiglia Cipriani.
Altro problema quindi per i tecnici che oltre al lato prettamente economico dovranno contrattare con l'intera equipe la situazione contrattuale.
L’Harry’s bar è comunque una leggenda. Fondato 81 anni fa da Giuseppe, padre di Arrigo e inventore del Bellini, deve il proprio nome a Harry Pickering, giovane di Boston approdato con la zia, una dama di compagnia e un cane all’Hotel Europa di Venezia, dove Giuseppe, che lo ha raccontato in prima persona sul sito del bar , lavorava come barista. Abbandonato dalla zia e rimasto senza un soldo, il giovane torna a casa, all’alba della Grande Depressione, grazie a un prestito di diecimila lire da parte di Giuseppe. ‘Dopo aver perso le speranze di rivedere l’americano e i miei soldi, nel febbraio del 1931, Harry ritorna con 50mila lire come ringraziamento’. Giuseppe corona così il suo sogno: aprire un bar elegante come quelli degli hotel. La fama dell’Harry’s Bar, nato in un magazzino di corde, cresce insieme al lungo elenco di avventori celebri: Ernest Hemingway, Aristotele Onassis e Humprey Bogart, e poi ancora Truman Capote, Orson Welles e Peggy Guggenheim passano di qui.
Negli anni, il nome Cipriani diventa sinonimo di molte attività commerciali a New York, Londra, Los Angeles, Hong Kong. Bar, residenze, club, resort, ristoranti, ma anche prodotti come pasta olio, abbigliamento, valigie e articoli da regalo portano il celebre nome. E poi, ci sono gli eventi esclusivi, come quelli organizzati in stile rinascimentale nella location sulla 42nd Street a New York.
Un business che va a gonfie vele, secondo Arrigo Cipriani, per il quale è solo il bar di Venezia a dover combattere per la propria sopravvivenza. Anche se le attività americane portano la macchia di un’evasione fiscale sanata nel 2007 con una multa da dieci milioni di dollari. Chissà se dopo il Bellini e il carpaccio, la famiglia Cipriani saprà inventare adesso una nuova ricetta per invertire la rotta.

*fonte Panorama.it

 

socialshare

share on facebook Share on Google+ share on linkedin share on twitter share on tumblr